venerdì 12 settembre 2008

MITRIDATISMO

Ingurgitando cascate sferzanti di tramontana
l'anima spurga saccenza,
emenda follie,
erutta magmatico fiele sulfureo,
e masticando ruggine amara
si flette
sull'adamantina e diafana lucentezza
di un riverbero di quiete,
emigra dentro oceani di cieli audaci
dove lo sguardo viene sbalzato fuori
dal suo nido avvelenato,
e gli occhi riottosi rimbalzano
tra le sinusoidi incostanti dell'infinito.

Il pesce annicchilito e scalpitante,
avviluppato nella rete,
succhia il ferro che rovista il palato,
si dimena convulso e ubriaco d'ira
sulla chiglia che odora di sale e di legno.
All'improvviso guizza come guitto sornione
tra la spuma feroce e fiera,
sciogliendo la rete ruvida del carnefice.

Abbeverandosi alle fonti ingannevoli del veleno,
il veleno diviene miele
e allora ci vuole una rottura,
una variazione di rotta,
un ribaltamento rocambolesco.

Lo sguardo si sposta
repentino e temerario
lungo altre direzioni,
e osservando la trappola
della capziosa apparenza

scivola via la caparbia ostinazione
della mendace presunzione.

Mai stare fermi in un punto,
ma muoversi,
voltarsi,
entrare e uscire da sè,
per vedere la scena,
e schernire ciò che prima era,
perchè ora non è
e domani non sarà

E dunque aborrire il mitridatismo,
aborrire qualsiasi abitudine,
qualsiasi convinzione,
qualsiasi effimera illusione di realtà.

La Verità è un frutto acerbo,
è millanteria tragicomica
vomitata dalle labbra tremanti della Paura.

3 commenti:

Monica ha detto...

"Mai stare fermi in un punto,
ma muoversi,
voltarsi,
entrare e uscire da sè,
per vedere la scena,
e schernire ciò che prima era,
perchè ora non è
e domani non sarà"

Belli, bellissimi versi. Forse il verso senso della vita.
Monica

Chiara Manganelli ha detto...

Grazie Monica!

Chiara Manganelli ha detto...

Ma chi sei? :)